ISO ed ESG: l’Integrazione dei due sistemei passa dalla sostenibilità dichiarata a un sistema di gestione misurabile

ESG e standard ISO vengono spesso trattati come due mondi separati. Da una parte la sostenibilità, i rating e il reporting; dall’altra certificazioni, procedure e sistemi di gestione.

In realtà, per un’impresa, il collegamento può essere molto più concreto.

L’ESG definisce ambiti, obiettivi, impatti e risultati da valutare. Gli standard ISO possono invece fornire una parte importante dell’infrastruttura organizzativa necessaria per governare processi, raccogliere dati, misurare risultati e attivare azioni di miglioramento.

La distinzione può essere sintetizzata così:

ESG guarda soprattutto a cosa l’impresa produce in termini di impatti e risultati.
ISO organizza come determinati aspetti vengono gestiti, controllati e migliorati.

Non sono quindi sistemi alternativi. Possono diventare complementari.

Dall’ESG dichiarato all’ESG gestito

Uno dei rischi nell’affrontare la sostenibilità consiste nel concentrarsi prevalentemente sul risultato finale: il report, gli indicatori, il rating o la comunicazione verso gli stakeholder.

Ma prima di comunicare un risultato occorre produrlo. E prima ancora occorre disporre di processi capaci di generare dati attendibili e comportamenti organizzativi coerenti.

È qui che i sistemi di gestione assumono un ruolo importante.

La logica Plan–Do–Check–Act (PDCA), comune a numerosi standard ISO, permette di trasformare un obiettivo generale in un processo gestionale:

Plan – definire obiettivi, responsabilità e azioni.
Do – realizzare quanto pianificato.
Check – misurare risultati e indicatori.
Act – intervenire sugli scostamenti e migliorare il sistema.

La sostenibilità entra così nei normali meccanismi di gestione dell’impresa.

Environmental: misurare e governare gli impatti ambientali

Nel pilastro ambientale dell’ESG gli standard ISO possono supportare diversi aspetti della gestione.

La ISO 14001 consente di strutturare un sistema di gestione ambientale, individuando impatti, responsabilità, obiettivi e processi di miglioramento.

La famiglia ISO 14064 riguarda invece la quantificazione, il monitoraggio e la rendicontazione delle emissioni e delle rimozioni di gas a effetto serra.

La ISO 50001 introduce un sistema strutturato per migliorare la gestione e la prestazione energetica.

Questi strumenti possono contribuire a produrre informazioni ambientali più organizzate, documentate e verificabili.

Non significa automaticamente che un’impresa abbia un basso impatto ambientale: significa che dispone di strumenti per conoscerlo, misurarlo e gestirlo.

Ed è una differenza sostanziale.

Social: persone, sicurezza, inclusione e responsabilità

Il pilastro Social non riguarda soltanto il rispetto formale della normativa sul lavoro.

Comprende sicurezza, condizioni di lavoro, sviluppo delle persone, inclusione, parità, responsabilità sociale e relazioni con gli stakeholder.

Anche in questo ambito esistono riferimenti utili.

La ISO 45001 struttura la gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

La ISO 26000, pur non essendo certificabile, fornisce indicazioni sulla responsabilità sociale delle organizzazioni.

La ISO 30415 affronta diversity & inclusion nella gestione delle risorse umane.

Sul tema specifico della parità di genere, la ISO 53800 fornisce linee guida internazionali sulla promozione e implementazione della gender equality. In Italia, il riferimento per la certificazione della parità di genere è invece la UNI/PdR 125.

Il fattore umano diventa così parte integrante della sostenibilità dell’organizzazione.

Governance: rendere controllabile l’organizzazione

La componente Governance viene talvolta ridotta agli aspetti societari e amministrativi. In realtà riguarda anche il modo in cui l’organizzazione governa processi, rischi, responsabilità, informazioni e comportamenti.

Diversi standard possono contribuire a costruire questa infrastruttura.

La ISO 9001 struttura processi, responsabilità e miglioramento della qualità.

La ISO/IEC 27001 riguarda la gestione della sicurezza delle informazioni.

La ISO 37301 supporta la costruzione dei sistemi di gestione della compliance.

La ISO 37001 riguarda i sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione.

La Governance diventa quindi qualcosa di molto concreto: sapere chi decide, sulla base di quali informazioni, attraverso quali controlli e con quali responsabilità.

ISO e reporting di sostenibilità: il valore del dato

Il collegamento tra sistemi di gestione e sostenibilità diventa particolarmente evidente quando l’impresa deve raccogliere e rendicontare informazioni ESG.

Reporting e valutazioni di sostenibilità richiedono dati.

Ma un dato acquista valore quando è possibile comprendere:

da dove proviene, chi lo produce, come viene raccolto, con quale periodicità viene aggiornato e attraverso quali controlli viene verificato.

Un sistema di gestione può contribuire proprio a questa tracciabilità.

Gli standard ISO non sostituiscono quindi gli standard di rendicontazione come gli ESRS, né determinano automaticamente la conformità agli obblighi previsti dalla CSRD quando applicabili.

Possono però fornire processi, responsabilità, controlli ed evidenze sui quali costruire una parte significativa del sistema informativo necessario alla sostenibilità.

Esiste una certificazione ISO ESG?

Questo è uno dei punti sui quali è più facile creare confusione.

Non esiste una singola certificazione ISO che consenta semplicemente a un’organizzazione di dichiararsi “certificata ESG” nel suo complesso.

Esistono invece standard certificabili che riguardano specifiche componenti ambientali, sociali o di governance e standard che svolgono una funzione di indirizzo.

Un riferimento particolarmente interessante è IWA 48:2024 – Framework for implementing environmental, social and governance (ESG) principles.

Il documento propone un quadro per supportare le organizzazioni nell’integrazione e nell’implementazione dei principi ESG.

IWA 48 non deve però essere confuso con una certificazione ESG complessiva.

La distinzione è importante:

un’organizzazione può certificare determinati sistemi di gestione; la sostenibilità dell’impresa deve invece essere valutata considerando anche risultati, impatti e contesto.

Una certificazione ISO non rende automaticamente sostenibile un’impresa

Possedere una certificazione rappresenta un’evidenza relativa all’esistenza e al funzionamento di uno specifico sistema di gestione nei limiti del relativo campo di applicazione.

Non dimostra, da sola, che l’impresa abbia raggiunto elevate performance ESG.

Un’organizzazione può, per esempio, disporre di un sistema di gestione ambientale certificato e continuare ad avere impatti ambientali significativi.

La domanda corretta non è quindi:

“Quante certificazioni possiede l’azienda?”

ma:

“In che modo questi sistemi contribuiscono a migliorare concretamente le performance e la sostenibilità dell’organizzazione?”

Verso un sistema di gestione integrato ESG

La vera opportunità per le imprese consiste nel superare la frammentazione.

Qualità, ambiente, energia, sicurezza, persone, cybersecurity e compliance non dovrebbero vivere come sistemi indipendenti gestiti esclusivamente in funzione dell’audit o della certificazione.

Possono essere progressivamente integrati all’interno di un unico modello di governo dell’impresa.

La sequenza diventa:

Strategia → Obiettivi ESG → Processi → Responsabilità → KPI → Dati → Risultati → Miglioramento.

In questo modello la sostenibilità smette di essere un documento prodotto a valle dell’attività aziendale e diventa un criterio attraverso il quale organizzare e misurare l’impresa.

Dalla compliance alla capacità organizzativa

È probabilmente questo il punto più interessante per imprenditori e management.

Integrare ISO ed ESG non dovrebbe significare aggiungere procedure o certificazioni, ma utilizzare sistemi, dati e indicatori per migliorare la capacità dell’organizzazione di utilizzare e rigenerare nel tempo le proprie risorse.

Risorse economiche e finanziarie, certamente, ma anche capitale umano, energia, ambiente, informazioni, competenze, tecnologie e relazioni con gli stakeholder.

Vista in questa prospettiva, la sostenibilità non è soltanto compliance.

Diventa capacità organizzativa.

Gli standard ISO possono costituire l’infrastruttura gestionale che permette di trasformare principi e obiettivi ESG in processi misurabili, responsabilità definite e miglioramento continuo.

Ed è proprio nel passaggio dalla dichiarazione alla misurazione, e dalla misurazione alla gestione, che ESG può diventare parte concreta della strategia d’impresa.

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